Con l’ingresso alla scuola media cominciai a dover constatare gli effetti della diversità etnica. Io ero l’unico arbëresh della mia classe,come lo fui, del resto, per tutto il corso delle elementari. Ma la novità era la presenza, tra i docenti, del prete, che insegnava religione.

 E fu la volta che mi sentii addossare la “colpa” di essere arbëresh, senza l’attenuante di poter dire... “non lo faccio più”. Arbëresh si nasce,e se è una “colpa”,o un “difetto”,te lo porti appresso tutta la vita. Quel pastore di anime,un certo giorno,per qualche innocuo chiacchiericcio scambiato,col compagno di banco,pensò bene di”sgridarmi” (me,non il compagno): “ecco,u gjegj. Quann vir u gjegj e ‘ru lup,spara prima ‘u gjegj e dopp ‘u lup”.
Ero quasi un bambino (dieci anni appena compiuti) e non capivo la ragione dell’asprezza di quella frase. E tutta la classe si sentì in dovere di considerarmi un tantino inferiore, vista la “raccomandazione del “pio” docente. Ma,forse proprio perchè “gjegjo”,avevo già la pelle dura,e l’episodio non influì più di tanto,sulla mia serenità. Mi rimase solo la curiosità del perchè di tanta asprezza. E ci misi più di vent’anni per capirlo. La ragione era molto più profonda di quanto potessi immaginare.Affondava le radici in un lungo e sofferto percorso storico che faceva capo alla separazione delle due Chiese,Roma e Bisanzio.Direte:ma va’.
Ed io non “vado”.Anzi “vengo” a chiarire.
Giunti in Italia,noi arbëresh eravamo ortodossi,ed il nostro “papas”officiava la liturgia in lingua greca. I preti italiani invece in latino.Direte:e con ciò? Con ciò,visti i tempi,in cui la “Chiesa” aveva un potere penetrante nelle “anime” dei fedeli,con risvolti terribili negli atteggiamenti del quotidiono,non ci voleva molto ad instaurare un clima di “caccia alle streghe,con reciproche accuse acompagnate da offensivi epiteti.
Qual era l’offesa che noi arbëresh lanciavamo nei confronti dei cattolici? Tenetevi forte e non ridete: LATINI.Cosa che,invece,dovrebbe inorgoglire. E l’Offesa dei cattolici nei confronti degli arbëresh? GRECI (dove sta l’offesa?)
E tuttora,quando un arbëresh vuol indicare un italiano usa il termine LËTIRË (Latino).
E per gli autoctoni noi eravamo greci, e non per nulla Il piu importante centro arbëresh di Sicila si chiamava PIANA DEI GRECI,(ora Piana degli Albanesi),e l’unico paese arbëresh della Campania si chiama GRECI. Questo astio andò lentamente scemando da quando, noi arbëresh,accettammo il patteggiamento che ci offriva la chiesa di Roma.
Noi diventavamo,da ortodossi,Greco Cattolici,e così si poneva fine alle reciproche gelosie.Praticamente noi conservavamo il rito greco con la sua suggestiva liturgia orientale,ma riconoscevamo il Papa di Roma. E si tirò avanti per secoli.Ma sotto sotto,negli ambienti cattolici covava ancora,sotto la cenere,qualche risentimento,almeno fino agli anni cinquanta.
Ci fu un momento che,nella Curia rossanese,un Vescovo siciliano,poco vescovo e molto,siciliano (era amico del ministro Scelba,al quale doveva la sua promozione a vescovo,anche se di cultura a livelli da parroco di campagna) che si prodigava ad aiutare,nei corridoi nella burocrazia dell’agricoltura,il concorrente rossanese dell’attività imprenditoriale nella produzione olearia che faceva capo a mio fratello.
Onde porre fine a questa ostilità,mio fratello ritenne opportuno chiedere un colloquio al Vescovo,il quale fu ben felice di accoglierlo e sentirne le ragioni,al punto che disse: figliolo,io non sapevo,che favorendo un’azienda,danneggiavo qualcun altro. Non preoccuparti,per il futuro vi considererò tutti miei figli prediletti,Per il bene della Curia.
E poi che non si dica che Sua Eccellenza tira sempre per Rossano,come si dice a Corigliano.
E la cosa,a quanto sembrava,aveva preso una buona piega,fino a quando mio fratello non rovinò tutto:
-Eccellenza,noi non siamo nemmeno coriglianesi,siamo albanesi,di Vaccarizzo.
-Mi faccia capire,siete quelli che avete il prete con quella barba lunga? Siete quelli che dite la messa in greco?
Sì eccellenza.
Capisco,figliolo.
E capì così bene,che le cose per l’azienda,nei rapporti con il ministero,peggiorarono.E di molto. Sua eccellenza continuò a considerarci..”Figliastri”. Ed eravamo negli anni cinquanta,Altro secolo.Altro millennio.

Ernesto SCURA


Commenti   

+1 #13 ermes 2017-11-16 18:25
Riporto qualche riga di Paolo Petta (dal cognome probabilmente discendente da uno di loro di etnia albanese) dal volume “Stradioti” ed. Argo: “Una pratica che fece grande impressione a a soldatesche e popolazioni italiane, fu l’abitudine degli stradioti di tagliare le teste dei nemici, issarle sulle picche come trofeo, o attaccarsele magari alla cintura, e pretendere un compenso in denaro per ogni testa. …dopo una scaramuccia che precedette la battaglia di Fornovo, gli stradioti portarono le loro teste ai Provveditori veneziani, “basandoli le man a la greca” e con molta accortezza il Gonzaga, capo dell’esercito della Lega italiana, accolse il primo stradioto che gliene portò una col dono di dieci ducati, “et basolo per mezzo la bocca, la qual cossa Stradioti molto stimano di essere carezati”.
A dire il vero l’umanissimo governo veneto poco apprezzava la cosa, e durante la guerra col ducato milanese, al reparto stradioto che consegnò un bel mucchietto di teste di una milizia valligiana nemica, ritenne opportuno non pagare “perché usanza poco cristiana”, riservandosi però di compensare il loro valore in altri modi.
Citazione
+3 #12 Deuterio 2017-11-15 18:20
Certo che i bottini di guerra, o meglio le razz(zz)ie, fatte nell'epoca garibaldina,hanno reso nobili molti mercenari dell'est tra cui gli stra(i)dioti.
Come vede, grazie anche agli stra(i)dioti che il sud Italia verse in queste condizioni di degrado.
Ciò non sarebbe accaduto con il regno dei Borboni.
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-8 #11 ERNESTO SCURA 2017-11-15 12:13
Dele(u)terio,”nel scrivere” non è imitare,è fare sfoggio della propria INCULTURA.
Ora capisco perchè ti nascondi dietro lo pseudonimo cretino,per non farti rincorrere dai bambini che che ti chiamerebbero “ciuccio,ciuccio”.I bambini.
I grandi invece:”ma va a ca.....”
Citazione
+8 #10 Deuterio 2017-11-15 09:08
Caro ing. Ammetto pure i miei e(o)rrori, e la imito pure nel scrivere nel suo modo ironico.
Ma a me interessa che le arriva ciò che voglio fare intendere tutto il resto per me non conta.
Lascio agli altri l'essere damerini della cultura.
Me lo consenta anche se sbagliato scrivere, ma visto che lei lo adotta pure, per essere ironico e che io apprezz(zz)o tanto, questa volta più che mai c'è bisogno della magnificenza degli stra(i)dioti.
Citazione
-10 #9 ERNESTO SCURA 2017-11-15 03:03
C ARO,CON UN “POVERETTO” CHE SCRIVE “BIZZANTINI” CON DUE ZZ E,”or su” AL
POSTO DI “orsù” NON TI CONSIGLIO DI ACCETTARE POLEMICA.ABBASSERESTI IL TUO LIVELLO CULTURALE E,QUEL CHE PIÙ CONTA,
NON VERRESTI CAPITO.
Citazione
+8 #8 Deuterio 2017-11-14 20:59
Vedete, i cosiddetti "stradioti" che da qualche secolo hanno sempre goduto di una egemonia politica specie al sud e nel nostro territorio ed ora si sentono un po' messi da parte con questo referendum che ha visto la vittoria del Si per una futura fusione fra Ausoni e Bizzantini.
Al sig. Viteritti gli voglio affermare che non sono affatto un buonista come egli afferma.
Poi non ho votato Si e da qualche anno a questa parte sono sempre più convinto di sentire profondamente di essere divenuto razzista e xenofobo.
Infatti, prima che ci invadevano, ho sempre condannato l'essere razzista o xenofobo.
Ma da quando ho visto precipitare nell'oblio la mia nazione a causa di una certa politica di sterco, che ha portato anche al suicidio gli italiani per aver perso tutto proprio per questa fottuta accoglienza ed integrazione, le ribadisco che non mi vergogno e tanto meno mi pento di sentirmi un razzista e xenofobo.
Vedete "stradioti", non c'è pace senza una guerra e quest'ultima non tarderà ad arrivare.
Quindi or su stradioti preparatevi ad altre battaglie per tenere alto l'onore.
Citazione
-10 #7 ANGELO VITERITTI 2017-11-14 16:50
Caro Ing. fate come diceva Dante "non ti curar di loro ma guarda e passa.Questi signori conoscono la storia a modo loro.Tra l'altro sono gli stessi "buonisti" favoreli all'invasione che stiamo subendo e sostenitori della fusione Corigliano-Rossano ritenuta la panacea dei nostri territori.Un Cordiale Abbraccio
Citazione
-15 #6 ERNESTO SCURA 2017-11-12 10:24
Ma ‘sto DELETERIO è propri duro.
E non vuol capire che se la cattolicissima ”Seranissima” Repubblica di Venezia,ricorreva agli
“Stradioti” per difendere la cristianità,e se un grande Papa,Callisto III si sentiva grato nei confronti del capo degli albanesi,Skanderbek,alpunto
da definirlo,”ATLETA DI CRISTO” e “DIFENSORE DELLA FEDE”,ci sarà pur stato un motivo.
E se tu,oggi,DELETERIO,puoi mangiar carnevdi maiale,e non doverti inginocchiare più volte al giorno rivolto a La Mecca,ringrazia quegli “Stradioti”,che venivano
con sommo piacere pagati mettendo a rischio la vita ed assicurare a DELETERIO un futuro roseo
e la libertà di allevare il maiale e raccogliere
“chiapparelle”
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+14 #5 Deuterio 2017-11-11 23:46
Citazione ERNESTO SCURA:
Deuterio,Deuterio,se avessi un minimo di cultura storica sapresti che quell'etnia non è venuta ...col gommone,ma con comode navi
messe a disposizione dalla “serenissima” e dai vari re e principi ansiosi di avere a disposizione il meglio che c’era dei soldati di ventura.E noi eravamo gli “stradioti” i meglio pagati e richiesti sul mercato,E tutti facevano a gara per averci dalla loro parte, specialmente i turchi.E preferimmo l’occidente cristiano.E se tu oggi,ne sono certo,ti vanti di essere cittadino di un’Italia UNA e INDIPENDENTE,lo devi ai coraggiosi intellettuali arbëreshe che furono i maggiori artefici di quel sogno.Basti pensare che nel primo governo provvisorio di Garibaldi,
su sette ministri,ben tre,Erano arbëresh,
Francesco Crispi,Pasquale SCURA e Luigi Giura.
E nessun calabrese si sognava di “spararli” prima del lupo.Anzi!
Solo un de(le)uterio può immaginare una sciocchezza del genere che era invece una deformazione mentale di certi ambientin cattolici
vittime di un vecchio pregiudizio Roma-Bisanzio
Cui abboccavano i più sciocchi,on il Papa,che ebbe a definire il nostro eroe nazionale,Giorgio
Castriota Skandeberg,ATLETA DI CRISTO.Ed ora ,
caro “De(le)uterio”,ti prego,interessati del prezzo dei ceci e dei fagioli,magari anche della “rosamarina” ma lascia fottere la storia,che non è c.... tuo.

Citazione ERNESTO SCURA:
Deuterio,Deuterio,se avessi un minimo di cultura storica sapresti che quell'etnia non è venuta ...col gommone,ma con comode navi messe a disposizione dalla “serenissima” e dai vari re e principi ansiosi di avere a disposizione il meglio che c’era dei soldati di ventura.E noi eravamo gli “stradioti” i meglio pagati e richiesti sul mercato,E tutti facevano a gara per averci dalla loro parte, specialmente i turchi.E preferimmo l’occidente cristiano.E se tu oggi,ne sono certo,ti vanti di essere cittadino di un’Italia UNA e INDIPENDENTE,lo devi ai coraggiosi intellettuali arbëreshe che furono i maggiori artefici di quel sogno.Basti pensare che nel primo governo provvisorio di Garibaldi,
su sette ministri,ben tre,Erano arbëresh,
Francesco Crispi,Pasquale SCURA e Luigi Giura.
E nessun calabrese si sognava di “spararli” prima del lupo.Anzi!
Solo un de(le)uterio può immaginare una sciocchezza del genere che era invece una deformazione mentale di certi ambientin cattolici
vittime di un vecchio pregiudizio Roma-Bisanzio
Cui abboccavano i più sciocchi,on il Papa,che ebbe a definire il nostro eroe nazionale,Giorgio
Castriota Skandeberg,ATLETA DI CRISTO.Ed ora ,
caro “De(le)uterio”,ti prego,interessati del prezzo dei ceci e dei fagioli,magari anche della “rosamarina” ma lascia fottere la storia,che non è c.... tuo.

Soldati di ventura!?
Voleva forse dire mercenari che si vendevano al miglior offerente, portando solo devastazioni ovunque calpestassero terreno.
Citazione
-13 #4 ERNESTO SCURA 2017-11-11 18:20
Deuterio,Deuterio,se avessi un minimo di cultura storica sapresti che quell'etnia non è venuta ...col gommone,ma con comode navi messe a disposizione dalla “serenissima” e dai vari re e principi ansiosi di avere a disposizione il meglio che c’era dei soldati di ventura.E noi eravamo gli “stradioti” i meglio pagati e richiesti sul mercato,E tutti facevano a gara per averci dalla loro parte, specialmente i turchi.E preferimmo l’occidente cristiano.E se tu oggi,ne sono certo,ti vanti di essere cittadino di un’Italia UNA e INDIPENDENTE,lo devi ai coraggiosi intellettuali arbëreshe che furono i maggiori artefici di quel sogno.Basti pensare che nel primo governo provvisorio di Garibaldi,
su sette ministri,ben tre,Erano arbëresh,
Francesco Crispi,Pasquale SCURA e Luigi Giura.
E nessun calabrese si sognava di “spararli” prima del lupo.Anzi!
Solo un de(le)uterio può immaginare una sciocchezza del genere che era invece una deformazione mentale di certi ambientin cattolici
vittime di un vecchio pregiudizio Roma-Bisanzio
Cui abboccavano i più sciocchi,on il Papa,che ebbe a definire il nostro eroe nazionale,Giorgio
Castriota Skandeberg,ATLETA DI CRISTO.Ed ora ,
caro “De(le)uterio”,ti prego,interessati del prezzo dei ceci e dei fagioli,magari anche della “rosamarina” ma lascia fottere la storia,che non è c.... tuo.
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