Il referendum che si è svolto il 22 ottobre 2017 ha dato una vittoria schiacciante e inequivocabile del SI alla fusione dei due comuni contermini di Corigliano e di Rossano, tale risultato ha sorpreso sia chi non credeva che il popolo si sarebbe espresso in modo favorevole e sia coloro che più o meno apertamente si sono adoperati affinchè il progetto della fusione dei due comuni non andasse avanti.

 L’esito favorevole del referendum ha destabilizzato molti e chi si era dichiarato contrario ora cerca di ricorrere a strategie per ritardarne l’attuazione.

Il sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci ha assunto una posizione prereferendaria contraria alla fusione tra le due città, ha preso però atto della vittoria netta del SI e nella qualità di amministratore ha dichiarato di volersi muovere per creare le condizioni migliori perché la fusione nasca con solide basi, ovviamente secondo una sua visione ed una sua metodologia.

Il Sindaco di Rossano Stefano Mascaro invece ha scritto al presidente della Giunta della Regione Calabria per sapere da lui “quale sia l’orientamento della Regione sui temi dello sviluppo di questa area della Calabria e sul ruolo che l’Ente intende svolgere”, senza pensare che qualsiasi impegno possa dargli il capo del governo regionale, il futuro di questo territorio dipende, oltre che dalla politica, anche e soprattutto dalla classe dirigente locale che sarà eletta; inoltre, senza nulla togliere all’autorevolezza politica del Presidente Oliverio, il sindaco Mascaro non considera che in questa fase delicata l’interlocutore principale è il Consiglio Regionale.

Oltre ai due sindaci, c’è da registrare anche la posizione del consigliere regionale Orlandino Greco, personaggio di Castrolibero, che nella veste di consigliere regionale continua ad interferire nel processo della fusione Corigliano Rossano, verso la quale è stato e continua ad essere contrario per tantissime motivazioni politiche in quanto la nascita della terza città della Calabria collocherà in secondo piano la città di Cosenza alla quale lui fa capo.

Che Orlandino Greco fosse contrario alla fusione di Corigliano e Rossano lo si sapeva, ma non si accetta che continui ostinato a portare avanti il suo obiettivo con strategia che offende l’intelligenza dei cittadini coriglianesi e rossanesi. Nonostante il popolo si sia espresso massicciamente per la fusione delle due città, il consigliere regionale mette in atto azioni finalizzate a rinviarne l’attuazione e con arroganza culturale e politica afferma che:“oltre a consentire agli attuali organismi di familiarizzare istituzionalmente, di rendersi gli uni più uguali agli altri di generare un insieme attraverso la commistione degli elementi che distinguono le due realtà, ma soprattutto ai cittadini di prepararsi a scegliere consapevolmente i futuri organismi della loro grande città, sindaco in testa. Diventano pertanto pericolose le minacce di ricorrere ad un provvedimento legislativo ad efficacia immediata, che faccia precipitare addosso ai cittadini la responsabilità e adempimenti impropri“.

Il consigliere regionale sarà consapevole delle dichiarazioni da lui firmate, ma deve sapere anche che nessun cittadino di Corigliano né di Rossano accetta il rinvio della legge di istituzione del nuovo comune, giammai per incapacità o per impreparazione, si augura invece che nessuno giochi sulla pelle di una comunità che non merita più di essere presa in giro. Il popolo della nascente nuova città sente già di essere culturalmente e politicamente una unica anima politica e socio-culturale; si augura che la volontà popolare espressa con il referendum non venga ulteriormente mortificata da rinvii o da decisioni prese da quella politica becera i cui personaggi vogliono stare forzatamente sulla scena.

La politica deve sforzarsi di essere il più possibile oggettiva, non deve abusare del proprio ruolo.

Il popolo di Corigliano e di Rossano non ha bisogno di numi tutelari né di preoccupazioni di basso profilo, ma soprattutto si augura che la nascita della nuova città unica venga istituita e subito, senza dilazioni di qualsiasi forma.

Che i due sindaci lo tengano presente, che lo tenga presente anche qualche consigliere regionale.

A loro si ricorda: siete pro-tempore nel ruolo.

Il popolo sa essere generoso e riconoscente verso chi è onesto intellettualmente ed ha buone intenzioni; ma non dimentica i tradimenti, né le mortificazioni, né i sotterfugi, né i comportamenti di chi approfitta del ruolo istituzionale per operare nella direzione contraria di ciò che è legittimo.

Le aspettative di sviluppo sono molte e tale sviluppo lo può innescare solo un cambio di “passo”.

La fusione rappresenta questo cambio di “passo”.

 

Enrico Iemboli

Ex Amministratore

Componente Comitato 100 Associazioni 

 


Commenti   

0 #1 ANGELO VITERITTI 2018-01-04 16:27
Caro Prof. concordo con Lei che il popolo sa essere.....contro tutti i fautori della famigerata fusione ,che già sin da ora ,potranno rassegnarsi alla fine delle loro ambizioni politiche.Qula parte di popolo che si è rifiutato di partecipare a quella vergognosa farsa di referendum,farà sentire la sua voce e li condannerà per sempre.W la sovranità.
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