Corigliano, tra percezione e realtà

Vorrei approfittare del clima noioso di questi giorni, in cui non ci sono grosse notizie se non alcune buffe candidature locali alle prossime inutili elezioni politiche, e farvi ragionare su un punto, che ci sembra importante mettere a fuoco: perché ci ostiniamo a guardare la nostra città per come la percepiamo e non per quello che è? 

E perché essere ottimisti è considerata una delle più grandi eresie della nostra epoca e il più grande affronto culturale contro la normalità del drammaticamente corretto?  LEGGI ARTICOLO COMPLETO

 

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Commenti   

+3 #1 Asclepio .... 2018-02-06 19:34
Sì sì, tutto, tutto bene: proprio una meraviglia, Corigliano è diventata una città modello, per tutti!

Le strade sono liscie e le buche sono solo un brutto ricordo del passato; i marciapiedi puliti e senza più mattonelle divelte o infestati da erbacce; le aiuole curate, pulite e accoglienti così come tutti gli spazi verdi; il centro storico poi, così come quello marinaro, è stato oggetto in questi anni di tanta attenzione, con tanto di politiche e iniziative amministrative per iniziare quell'agognato ma progressivo recupero per restituirlo alla dignità della sua storia; per non parlare poi delle innumerevoli iniziative poste in essere da questa Amministrazione nel settore turistico; e poi... etc. etc. etc.

La verità è che in questi anni non è stata posta in essere un minimo di pianificazione del territorio, della città (dalle periferie al centro): ci si è mossi per inerzia. Nessun progetto infrastrutturale, nessun disegno di sviluppo e ottimizzazione urbanistica, nessuna idea di medio-lungo termine è stata realmente pensata, ideata, proposta, perseguita.

In questi anni, a mio avviso, abbiamo assistito al decadimento inesorabile... disservizi generalizzati, disagi a dismisura, tasse salatissime e un paese sempre più spopolato.

E allora, di cosa dovremmo fecilitarci?

Forse che il Comune non si è visto sciogliere i propri organi politici? Di cosa dovremmo gioire, forse che il Comune non è finito in dissesto?

Ecco io sono tra quelli che, già solo per il fatto che al Comune si è insediata una commissione d'accesso antimafia si è rattristato; così come sono rattristato del fatto che il Comune è stato richiamato dalla Corte dei conti e che abbia sfiorato il dissesto... ma sono ancora più triste nel pensare che dovremmo essere felice perché l'abbiamo scampata: fin quando ci sara questa mentalità non si andrà da nessuna parte, e non vedremo mai quello sviluppo armonico e contagioso che questa città (baciata dal sole e da Dio) meriterebbe davvero, e non a parole.
Infine, una riflessione a parte meriterebbe il discorso sulla fusione; un processo geo-politico questo molto importante che è stato gestito da questa Amministrazione con una certa sciatteria, con superficialità e approssimazione; quasi come se fosse stato derubricato a qualcosa di avulso dalla realtà politica, lontana anni luce dal divenire.

Fintanto che, prima a fine agosto e poi a metà settembre circa, il Sindaco ri-portò la questione fusione in Consiglio comunale, e non per discuterla e spiegarla meglio nella propria visione futura ma per "annullarla" ritirando la stessa delibera che ne aveva permesso l'avvio dell'iter minacciando, in tutte e due i consigli, di dimettersi se la maggioranza non l'avesse seguito. Poi sappiamo tutti com'è andata.

Ecco anche questo altro "evento" sta ad indicare il fatto che questo "corso" politico-amministrativo si è denotato per un colossale deficit di visione, di strategia, di pragmatica politica.

Infatti, restando alla questione, il processo di fusione è come se Corigliano l'avesse subito; e mi chiedo, a tale riguardo, con quale credibilità politica oggi quest'Amministrazione tesse le lodi al progetto della fusione?

E mi fermo qui, non voglio entrare poi nel merito di altri temi o disquisizioni di carattere etico-morale-politico. Sarebbe finanche eccessivo farlo.

E allora sì, gioiamo e rallegriamoci pure; cerchiamo di essere ottimisti, guardiamo positivamente al futuro e al presente ma per farlo, non chiedeteci (anche) di guardare all'esperienza politica di questa consiliatura. Abbiate pietà, sarebbe davvero troppo.
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