![]() | Stabilito che non vi sono indagati , né indiziati, né rinviati a giudizio ,in merito alle note vicende già conclamate dal collaboratore di giustizia Curato, rese “pubbliche “ da SIBARINET e ampiamente discusse nel corso della trasmissione radiofonica Diritti in diretta, dovremmo interrogarci sulla qualità dell’informazione data .Se , ad esempio , si corra effettivamente il rischio, come giornalisti , o blogger, di “prestarsi” a strumento per ben altri interessi. |
E’ questo il punto cardine che ho ritenuto focale a riguardo dell’intera vicenda: testimoniare a sostegno di un diritto dell’informazione richiamandone gli altrettanti doveri.
La magistratura ,a riguardo, farà di certo il proprio lavoro ,non ne dubitiamo , ma nel frattempo interroghiamoci su una vicenda, che per l’ennesima volta , si presenta alla vigilia di una competizione elettorale, cruciale per la nostra terra e per l’ intera Sibaritide.
Non si tratta qui di censura , intimidazione , offesa verso il giornalista , che ha liberamente pubblicato l’articolo, ma legittimamente aprire ad una considerazione diversa , avanzata da altri giornalisti tra cui Emilio Panio Lulù Corrado , e da me come blogger,al fine di dare risposta ad alcune domande ,credo, di non secondaria importanza.
In sintesi e visti i precedenti ci si chiede:
Quante probabilità vi sono che la notizia data da Fabio Buonofiglio sia frutto di una sua preziosa ricerca e non il “dono avvelenato” di qualche interessato personaggio,che ha sfilato il documento dal voluminoso faldone, per proporlo intenzionalmente quale mezzo strumentale e politico avverso ad una parte ?
Il noto direttore nonché giornalista di Sibarinet ha già risposto :” la fonte non si svela, vi è il segreto professionale”. La fonte??? !!! Non la fonte come faldone giuridico, quindi, ma persona fisica.
Detto ciò, quante altre probabilità, ancora , resistono che tanto sia accaduto solo in buona fede e solo per dare fondamento all’ art ’21 della nostra costituzione?
Probabilità queste ultime che si assottigliano sempre di più, anche per quel afferma Emilio Panio , avvertendo di assumere con prudenza quel che dice il collaboratore di giustizia Curato. Testuali parole :
“ […] , si tratta della più clamorosa delle bufale giudiziarie. Curato non è ben visto finanche in alcuni ambienti investigativi. […]”
Difatti non si rilevano riscontri oggettivi, solo propalazioni . Lo sottolinea con forza l’avvocato penalista Franco Oranges.
E’ di certo l’inaugurazione di un nuovo processo teoretico, sull’informazione data e acquisita. Dovremo chiederci quindi, se chi scrive è realmente persona eticamente corretta o marcia con altri , su di un “fatto” che estrapolato dal contesto della più ampia inchiesta “Timpone Rosso” ha mirato oltre, forte di un alibi ,quello del diritto di cronaca , destando sospetti e clamori , fornendo l’ assist politico.
Ruota quindi intorno a questa premessa, necessaria , tutta l’architettura di una informazione locale che ha coinvolto media, blog, giornalisti , giornalai, politici e cittadini.
E’ necessario ancora chiedersi, si può informare correttamente senza prestarsi a strumentalizzazioni?
Certo che si può, ma con grande sforzo e fatica.
Come l’informazione, così deve concorrere la libera opinione, l’interpretazione, la significazione della notizia stessa che è sempre una concatenazione di scelte semantiche e ragionamenti. Ognuno infatti può indicare una sua lettura, può esplicitarla dando un ulteriore significato al significato. Il tutto naturalmente garantito da quell’ etica professionale e da un’onesta intellettuale , che differenzia sempre l’uomo dall’opportunista mediatico, dallo sciacallaggio editoriale . Quello ,per intenderci, che fa vendere più copie o che serve altri padroni al di là dell’ informazione corretta e libera. Nel caso di specie se quest’ultima ipotesi dovesse ,malauguratamente, emergere come vera , allora ,chiaramente , non potremmo in alcun modo giustificare una notizia che si autoreferenzia, cioè che è fine solo a se stessa, poiché è indubbio che deve necessariamente manifestarsi come prodotto etico, deontologicamente corretto e scevro da altri intenzionali interessi e funzioni.
Supponiamo che la notizia sia stata pilotata e che a breve l’intera vicenda venga riproposta come centrale ad una campagna elettorale, a chi potrebbe giovare una simile congettura? Cosa si avrebbe come discussione politica? Di certo nessun apporto dialettico e di confronto politico su questioni serie.
Un uguale , identico, precedente difatti si è manifestato di recente durante l’ultima campagna elettorale. Due donne molto vicine ad un altro candidato a sindaco ,appartenenti ad una precisa area politica, due giorni prima la chiusura dei comizi, giugno 2009, sventolavano casa per casa, nel centro storico, un articolo apparso su un giornale locale, poi smentito il giorno dopo dalla stessa testata giornalistica .
La Straface allora fu investita ,come oggi, da una analoga situazione. Ad oggi di tale circostanza i media non ne fanno più menzione , la magistratura ha ritenuto di archiviare la cosa , le stesse persone che ne vantavano la veridicità dei fatti sono silenti, insomma è calato il sipario su tanto rumore: dopo il fango sparso ,la sepoltura .
E’ quindi molto probabile visto l’identico modus operandi , un accanimento politico, da delatori senza scrupoli.
Ma quanto accaduto riguarda solo la Straface?
Nella trasmissione Diritti in Diretta, si è fatto accenno all’onorevole Geraci e ad un furto “mafioso”avvenuto al Castello, uno scambio di “favori” ,mai consumato. Tutto prontamente denunciato all’ autorità giudiziaria dall’ex Sindaco.
Anche l’onorevole Dima , nel suo intervento testimonia come si conviva con l’ ansia , quando il sospetto viene agitato da un’ informazione a sfumature nere come la mafia.
Ed ancora . Chi non si ricorda delle vicende ASI e dell’arresto di Pacenza? Della Sensitec e della Printec?
Del senatore Franco Pistoia nel 93?
Dei due ex Sindaci Meligeni e Morrone negli anni ottanta?
Di Genova ed il concorso dei vigili qualche anno fa?
Tutti questi nostri amministratori risultano ad oggi e per la Giustizia, persone al di sopra di ogni sospetto .
Ma in quanti lo sanno?
Quanti invece pensano il contrario?
Per questo invitavo il giornalista Fabio Buonofiglio ad una cauta osservanza nell’informare ,un atteggiamento prudente che valga per tutti, non chiedevo di autocensurarsi ,assolutamente, ma di considerare l’informazione come uno strumento democratico di garanzia e non mero strumento ad uso politico o ad altri scopi improbi.
Il rischio che tanto accada c’è , e non sono stato il solo a rilevarlo.
Ma evidentemente a qualcuno piace sentire il tintinnio delle manette. Dimenticando che le manette ai polsi furono messe a chi dai palchi le annunciava da un momento all’altro, credendo ,egli stesso ,dall’ essere lontano dal vedersele portare ai propri polsi.











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