ILLUMINAZIONE CENTRO STORICO: OPERA INCOMPLETA E PERICOLOSA
Invitiamo l'amministrazione comunale a modificare urgentemente il sistema di pubblica illuminazione adottato nel tratto stradale che conduce dal Centro Storico di Corigliano e fino al Ponte Margherita, perché potenzialmente pericoloso e quindi cagionevole di incidenti stradali.
Mi sono rivolgo ai lettori del blog per esporre tutte le problematiche che da 2 anni affliggono il sottoscritto e la mia famiglia ,vi chiedo gia scusa fin d'ora se intraprendo nuovamente (magari noioso per voi )la strada che ho tracciato ma in questo paese di nome Corigliano si sa' che se non insisti molti dei problemi che riguardano non solo me, ma anche altri cittadini ,muoiono nel nulla
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È proprio vero che ormai non si ha rispetto nemmeno per i morti e per il dolore di chi perde un parente o una persona cara. E che ormai accada di tutto è assodato, ma arrivare a deflagrare i luoghi sacri in questo modo è davvero troppo.
Nei giorni scorsi, grazie alla solerzia e all’encomiabile servizio d’informazione reso quotidianamente alla cittadinanza dalla locale emittente televisiva Tele A1, la pentola è stata scoperchiata. E lo scandalo, così, divenuto di pubblico dominio. Acqua nelle tombe-giardino. Questo il fatto. Inaccettabile. Questo il dato. Inaccettabile. Di qui la condanna – il minimo – nei confronti di chi ha realizzato, di chi era stato chiamato a controllare, di chi ha il compito di preservare, con cura e competenza, il culto dei defunti. Lo sdegno dei cittadini, dinnanzi alle immagini trasmesse da Tele A1, è stato corale. Se così non fosse stato, allora si che sarebbero stati guai. Il silenzio, l’indifferenza, sarebbero stati ulteriormente sintomi di inciviltà. Ma - questo l’unico dato “positivo” della vicenda - così non è stato: il tam tam tra la gente, nel popolo, ha prevalso su chi, probabilmente, avrebbe preferito che si tacesse sull’orribile scoperta. C’è solo da vergognarsi per l’accaduto, per ciò che finora è stato. E poco importa se si viene accusati di moralismo e di retorica da parte di chi ha avuto nel recente passato, o attualmente detiene, ruoli di responsabilità. Il degrado, l’incuria, la mancanza di rispetto sembrano aver ormai prevalso su tutto e su tutti. La disaffezione imperante ha ormai varcato anche il cancello del cimitero di Corigliano. Si è detto, dopo che la notizia aveva fatto il giro della città, che la colpa era di altri, che si sarebbe affrontata e risolta la questione. Ma è poca cosa, simile tipo di atteggiamento, rispetto alla vigilanza e all’attenzione che ci si sarebbe aspettati, a giusta ragione, da parte di chi oggi governa la città. Quella stessa città, efficiente e moderna, ancora stenta a decollare, almeno nei campi di primaria importanza. Rispettare chi ha cessato la propria esistenza terrena, anche per il conforto dei rispettivi cari, è tutto per una comunità. Ma il rammarico maggiore, piuttosto, è che si sia scelto, da più parti, di voler fare della nostra città un’orda in preda agli istinti. Dai disagi al cittadino, ai disservizi, alla scarsa trasparenza, alla sconfitta della meritocrazia. Davvero meritiamo tutto questo? L’articolo è stato pubblicato sull’ultimo numero del settimanale L’Opinione