”I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti mi balzarono incontro e mi guardar”. Così recita la prima strofa di una delle più famose poesie della letteratura italiana, “Davanti a San Guido”, scritta da Giosué Carducci, con la quale il poeta italiano ha reso immortale il Viale alberato lungo quasi cinque chilometri (classificato come strada provinciale),
che collega, conservando ancora oggi il suo antico fascino, l'Oratorio di San Guido al Centro storico di Bolgheri, frazione del Comune di Castagneto Carducci, nella Maremma toscana. Chi non conosce il famoso “Unter den Linden”, il Viale “Sotto i Tigli”, a Berlino, esteso dal Castello fino alla porta della Città, creato nel diciassettesimo secolo da Federico Guglielmo di Brandeburgo, diventato la più grande e famosa strada della Capitale tedesca, sede di edifici governativi e di ambasciate, ancora oggi incorniciata da questi secolari alberi. Potrei continuare oltre, con numerosi esempi di vie site in importanti città, in Italia e in Europa (certamente più trafficate delle nostre), dove gli alberi rappresentano un patrimonio appartenente a tutti i cittadini. Detto questo, è stato molto triste assistere a quanto accaduto a Corigliano, dove, dopo avere fatto scempio di colline, anche in zone storiche della nostra campagna, si è dato inizio al taglio degli alberi secolari della nostra Città sulla Via Provinciale per Schiavonea, Platani piantati ad inizio del ventesimo secolo, ormai parte della nostra storia cittadina e, quindi, nostro patrimonio comune, immortalati anche in libri, documenti, quadri e fotografie d’epoca. La motivazione alla base dell’abbattimento degli alberi sarebbe stata la loro pericolosità per la circolazione delle auto, ma ritengo che non fosse responsabilità dei poveri Platani se la Via Provinciale sia una strada senza un’adeguata segnaletica, diventata ormai regno incontrastato di erbacce e proprietà di automobilisti e motociclisti indisciplinati e incoscienti, che sfrecciano a velocità meritevoli di una pista da corsa, senza controllo alcuno da parte delle autorità e degli organi preposti a far rispettare il codice della strada. E, invece, ecco la soluzione: abbattere gli alberi monumentali, mentre sarebbe bastata una loro accurata potatura, dopo anni di abbandono, sull’esempio di quanto accade in molte Città d’Italia, in cui i servizi comunali, assieme ad aziende specializzate, sovrintendono quotidianamente alla manutenzione ed alla cura del verde pubblico. Ormai, e lo dico con dolore, è stato fatto un danno irreparabile: pure se piantassimo adesso nuovi platani, occorrerebbero cento anni per rivedere la maestosità e la bellezza degli alberi abbattuti. Mi auguro che chi come me ha ricercato e scritto sulla storia della nostra città (e mi riferisco anche ad Enzo Cumino, che ora ha anche un ruolo nella valorizzazione del nostro patrimonio storico), così come anche esperti e specialisti di architettura e storia dell’arte, ma anche cittadini ed Enti quali Italia Nostra, il Touring Club o l’Associazione Corigliano per la Fotografia, da sempre attenti alla tutela del nostro patrimonio artistico e culturale, abbiano uno scatto d’orgoglio e si associno a questa mia indignazione, aiutando questa sfortunata Città a comprendere che non solo le chiese ed i castelli, ma anche il verde pubblico, così come testimoniato dalle più importanti Università italiane e straniere (in cui le Facoltà di Architettura ed Urbanistica dedicano sempre maggiore spazio ai corsi di Architettura del Paesaggio), deve essere considerato un’importante porzione del nostro Patrimonio Storico ed Urbanistico, e non un’inutile accessorio.
Corigliano Calabro, 9 marzo 2010
* Consigliere Comunale Gruppo POLIS AMI.CA
Membro Commissione Urbanistica
Città di Corigliano Calabro











CasaSocial
Twitter
UpNews
TechNotizie
Tuttoblog
Badzu
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
OKnotizie
Segnalo
Ziczac























