Come a voler tendere le sue braccia verso il mare Jonio, la Sila Greca stende, tra amene valli solcate da torrenti, ampi costoni che, degradando mostrano impareggiabili panorami. Al termine di uno di questi costoni, ad altitudine ormai collinare, sorge Corigliano Calabro che, dalla sua ultra millenaria esistenza, guarda la Piana di Sibari, che imperlata da numerosi insediamenti urbani, offre al mare Jonio una dolce insenatura Corigliano Calabro ancora in un recente passato racchiudeva nel Centro Storico tutto il suo patrimonio sociale che giornalmente trovava nell'agro sottostante ed anche montano l'impegno lavorativo e produttivo per poi chiudere, con le ombre della notte, quasi tutti i suoi abitanti nell'antico borgo turrito e pullulante di vitalità giocosa. Ora il Centro Storico, pur conservando il suo fascino che gli deriva dalla bella posizione e dalle caratteristiche urbane acquisite nei secoli, assume un aspetto sonnolento, mentre vede la vitalità delle sue diramazioni, frazioni ormai tanto urbanizzate, da costituire una città ricca di energie, impegnate nella elaborazione di grandi risorse. Il vecchio borgo, o centro storico che dir si voglia, presenta la parte più antica fatta da vicoli caratteristici che si snodano attorno al Castello. Come ogni insediamento medievale, questa parte resta racchiusa tra i bastioni che costituivano la cinta difensiva di tutto il complesso urbano. Il castello è una massiccia costruzione caratterizzata da quattro torri, una per ogni punto cardinale. La torre di nord, si distingue dalle altre perché costituisce il maschio, la torre di osservazione, il bastione a più piani con una serie di merli che adorna ogni piano. E' ormai sparita una parte dell'antico fossato che, pieno d'acqua, isolava questa residenza ducale. Solo una piccola parte resta del fossato e su questa insiste il ponte levatoio ancorato a robuste catene e testimonia la sua funzione difensiva. E' bello potersi soffermare un po' ad ammirare questa testimonianza storica e ripercorrere gli itinerari socio-politico-economici che hanno segnato questo sito. E' facile da qui ripercorrere secoli di storia che non appartengono solo a Corigliano, ma di cui Corigliano offre significative vestige. Dall'alto del bastione, la mente può volare ai tempi in cui gli "Achei" sbarcarono sulle belle coste chiaramente visibili nell'ampia conca delimitata da Capo Trionto e Roseto Capospulico. Quei greci che, navigando ad ovest, appunto verso l'Esperia, terra del tramonto, venivano ad insediarsi in una amena pianura rigata dal fiume Crati e dal suo affluente Coscile. Questa pianura che noi oggi ammiriamo perché si sta ricostruendo grande città, animata ed operosa come allora, si chiama Sibari. Nella Piana di Sibari, ossia dalla riva sinistra del Crati, sino alla riva sinistra del torrente Cino, Corigliano Calabro dispiega tutta se stessa, in un intenso brulichio di vitalità produttiva che spazia dalla vecchia agricoltura, all'industria alla pesca, al commercio. Si osservano campi arati per tradizionali semine ed agrumeti verdeggianti, trapunti di frutti rossicci, ovvero olezzanti di zagara nel pieno della primavera. Il territorio di questa città è percorso da centinaia di chilometri di strade che si intersecano e consentono un agevole collegamento tra le zone di lavoro e le vie di grande traffico nazionale. Attraverso questa ragnatela viaria si può passare da Thurio. L'antica Thurium che, nel comprensorio di Corigliano resta ormai centro agricolo con qualche velleità commerciale ed industriale. Suscita, comunque, nella mente del visitatore attento, nostalgie storiche che fanno pensare a tesori archeologici sepolti in quell'area, ove operò con la sua Scuola Storica Erotodo di Alicarnasso e che qui lasciò le sue spoglie mortali. Thurium, punto significativo dell'epoca Paleocristiana, sede vescovile ove nacquero ed operarono Telesforo e Dionigi, entrambi vescovi e quindi papi che la Chiesa onora come Santi. Ed ancora, seguendo le molte strade di cui si è parlato, ecco Schiavonea. Perla di questo territorio, fiore all'occhiello della Corigliano rivitalizzata nelle sue diramazioni! Schiavonea è centro urbano di grande interesse per alcune testimonianze monumentali: il santuario di Santa Maria ad Nives, il Quadrato mercato, la torre del Cupo, per citarne alcune. Ancor più è interessante per l'importanza turistica, essendo centro balneare di grande accoglienza: nei mesi di luglio ed agosto la sua spiaggia si adorna di migliaia di ombrelloni che riparano decine di migliaia di bagnanti. E per questo ecco i locali di svago e di ristoro: discoteche, pizzerie. Ristoranti ed altro. Ma ancora tra gli aspetti apprezzabili, la grande offerta ittica che proviene dalla intensa attività peschereccia praticata con grandi mezzi del settore. L'itinerario esplorativo del territorio ci obbliga a sostare nella zona Scalo. La frazione Scalo ormai eredita appieno il nome di Corigliano Calabro, quale naturale emanazione di un centro che sente l'esigenza di estendersi con tutta la sua potenzialità che gli è propria. Attorno alla stazione ferroviaria, in un cinquantennio, si è sviluppata una città che mostra quanta vitalità pulsa in essa: l'edilizia avanza prepotente ed i commerci si intensificano. La produzione agrumaria dell'intero territorio trova qui le contrattazioni. Scuole, banche uffici amministrativi, grandi magazzini, officine si vanno concentrando qui. Fa sentire prepotente la sua importanza, la frazione Cantinella. A poco più di dieci chilometri dal centro storico, sul nodo viario che si dirama verso Cosenza, verso Sibari e quindi Taranto, verso Corigliano e altre, sulla Strada Statale 106 che, costeggiando tutta la Calabria Jonica tocca Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria. Si diceva Cantinella che sta accogliendo gran numero di gente che lascia i circostanti paesi albanesi (Vaccarizzo, San Giorgio, San Cosmo, San Demetrio, Macchia ed altri) per stabilirsi qui con grande operosità in tutti i settori. E' di grande importanza qui l'attività di molitura delle olive, della produzione di olio. In questo campo tutto il territorio di Corigliano presenta grande vitalità. Gli antichi "Trappeti" si sono trasformati, ormai in moderne aziende olearie che offrono oli di grande qualità. Nei pressi di Cantinella si possono ancora ammirare i resti di un vecchio maniero, San Mauro, che appartenne agli Svevi, fu punto di riferimento negli spostamenti di quella antica famiglia prima e dei normanni poi. Già, proprio i Normanni diedero la loro impronta al carattere coriglianese, tanto che si sentì per secoli la rivalità con la vicina Rossano che assorbì tanti dalla civiltà Bizantina. Oggi questi due centri procedono, assieme alla vicina Cassano, verso uno sviluppo comune che volge a ricostruire l'antica Sibari. Testo a cura di Zio Mimì










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