Celebrata la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

“IO DICO NO” e “Corigliano Rossano città della non violenza”, con questi slogan ieri è stata celebrata la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

L’iniziativa organizzata dall’Amministrazione Comunale, dal Centro Antiviolenza Fabiana, dall'Associazione Mani in Alto e dall'Associazione MondiDonna si è svolta nel centro storico di Rossano e nel centro storico di Corigliano, con un flash-mob che ha visto la partecipazione degli studenti e delle studentesse, uniti nell’urlo “Corigliano Rossano città della non violenza” alzando al cielo la mano con la scritta “IO DICO NO”.
Scarpe rosse, simbolo della lotta al femminicidio, dello stesso colore del sangue versato dalle donne uccise per mano dell’uomo che diceva di amarle e proteggerle, sono state posizionate in centinaia lungo il tragitto interessato dal flash-mob, a simboleggiare l’adesione alla lotta contro ogni forma di violenza.
I due cortei si soni diretti per le vie principali dei due centri storici, raggiungendo l’Aula Magna del Liceo Classico “G. Colosimo” di Corigliano e quella della Scuola Media “L. Da Vinci” di Rossano, dove si è svolto un momento di dialogo e di performance degli studenti e delle studentesse. L’iniziativa ha fatto parte di un percorso culturale di prevenzione e di contrasto del fenomeno della violenza sulle donne e sui bambini e le bambine per promuovere “Corigliano-Rossano Città della non violenza”.
Nei giorni precedenti sono stati accolti gli studenti e le studentesse presso la sede del Centro Antiviolenza Fabiana e del Laboratorio delle Donne, con l’obiettivo di diffondere la cultura della parità di genere. Fondamentale è infatti combattere il fenomeno, non solo intervenendo a posteriori, fornendo un sostegno alle donne che subiscono violenza, prendendole in carico ed accompagnandole nel loro difficile percorso di fuoriuscita dalla condizione di violenza subìta, ma soprattutto prima, con un’indispensabile attività di prevenzione e sensibilizzazione volta a diffondere la cultura del rispetto. Dobbiamo intervenire prima, affinché nessuna donna sia più vittima.
 

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