Covid19. Lettera aperta di Don Cosimo Galizia

Carissimi,
come ben sapete, questa domenica, la prima d’Avvento, ha inizio il nuovo anno liturgico. Tempo di preghiera, di raccoglimento e di speranza, proteso verso il momento miracoloso della nascita di nostro Signore Gesù.

Purtroppo, l’epidemia generata da questo oscuro nemico chiamato Covid19, ha cambiato radicalmente le nostre esistenze, generando smarrimento e paura.
Il tempo dell’Avvento, così come già successo per quello quaresimale, ci porta nuovamente a confrontarci con le inevitabili limitazioni imposte dal governo proprio per contenere l’emergenza.
È un periodo difficile, non si può negare, ma è proprio in questo momento che dobbiamo ricorrere alla preghiera e alla Speranza, confidando in Dio.
Perché non possiamo cadere nello sconforto della sofferenza e della rassegnazione, al contrario, dobbiamo riscoprirci forti e capaci di guardare al futuro con un pizzico di serenità in più.
Siamo deboli perché ci mancano le nostre certezza, la nostra normalità è stata messa a dura prova e ancora non se ne vede luce ma come ci insegna San Paolo, è proprio nel momento in cui si sperimenta la propria debolezza che si manifesta la potenza di Dio, il quale non abbandona mai, non lascia soli, ma diventa sostegno e forza per ciascuno di noi.
Sarebbe bello se vivessimo questo tempo d’Avvento anche e soprattutto come tempo di disponibilità e solidarietà nei confronti dei nostri simili che necessitano di attenzioni in più.
Adesso c’è bisogno di una maggiore unione, ma non solo tra noi cristiani.
Mi riferisco in particolare agli ambienti politici dove imperversa da tempo troppa confusione che non permette di operare per il bene comune.
La nostra regione è vittima di troppe ingiustizie che non possono essere più tollerate, soprattutto per quanto riguarda il settore sanitario che in queste ultime settimane è diventata una vera e propria barzelletta.
La salute è un bene che necessita di una gestione oculata che purtroppo non c’è stata e non c’è tuttora e in un momento pericoloso come questo, non ci si può permettere di sbagliare.
Sia un periodo di coesione anche dal punto di vista umano, perché c’è bisogno di tendere la mano al fratello sfortunato, emarginato, a rischio povertà.
Si può fare tanto con poco ed è questo principio che deve guidarci, spronandoci alla solidarietà, all’aiuto materiale e spirituale verso chi ha una situazione di disagio che non gli consente di avere con quella dignità umana che nessuno deve mai perdere.
Per quanto possibile, dobbiamo rinnovare la preghiera tutti insieme e ricordarci che non siamo mai soli, che il Signore ci sostiene sempre e in ogni frangente e lo fa con amore, senza discriminazioni di genere.
Lo sanno bene le famiglie che due anni fa subirono la tremenda inondazione del fiume Crati, che spazzò via le loro abitazioni nello spazio di una notte.
Sabato, alle ore 19.30 ricorderemo insieme all’intera comunità quel triste evento, celebrando una messa di ringraziamento per la clemenza di Dio che ha preservato la vita di chi si è trovato a vivere quei momenti terribili.
Un pensiero di profondo dolore e vicinanza sarà dedicato anche ai nostri fratelli di Crotone che in questi giorni hanno vissuto esperienze simili e a chiunque si trovi in questo momento a vivere situazioni di disagio.
Estendo l’invito a tutti i fedeli che vorranno partecipare, sempre tenendo presente le misure di contenimento e le distanze imposte.
Da parte mia, auguro a tutti di passare il periodo d’Avvento in serenità, “accorgendosi” del tempo stesso, ponendo attenzione alle piccole cose e ai miracoli che esso racchiude ogni giorno e di cui noi stessi possiamo essere fautori.
Don Cosimo Galizia.


 

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