• Home

Intitolazione parco "Fabiana". Il papà Mario: "Un mostro me l'ha portata via"

 In migliaia sotto una pioggia incessante hanno preso parte alla cerimonia di intitolazione del Parco comunale di via Provinciale a Corigliano Scalo a Fabiana Luzzi, la studentessa coriglianese barbaramente uccisa il 25 maggio dello scorso anno. Hanno preso parte tutte le scuole cittadine, i cui studenti si sono dati appuntamento nel piazzale Agip di via Nazionale a Corigliano Scalo; poi il Corteo dei giovani verso il Parco Comunale e il successivo inizio della cerimonia di intitolazione.

E’ intervenuto il sindaco Giuseppe Geraci, il Prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, il papà di Fabiana, Mario Luzzi. Infine la scopertura della stele a memoria di Fabiana. Presente, il Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Corigliano, Pietro Paolo Rubbo, i familiari della sfortunata Fabiana Luzzi, l’Amministrazione Comunale e il Consiglio Comunale. Pesano come un macigno le affermazioni di Mario Luzzi che nel ringraziare tutti, la città, l’amministrazione e quanti sono stati vicini alla famiglia, narra i momenti agghiaccianti di quel tragico 24 maggio descrivendo nel dettaglio ogni passaggio. In lacrime Mario Luzzi ricorda la personalità di Fabiana, molto legata alla sua città natìa: “Fabiana poteva essere salvata, ma un “mostro” me l’ha portata via”. “Non ha mostrato nessun pentimento, nessuna compassione, nessun dolore”. Racconta nei minimi dettagli quel accadde il giorno del macabro rinvenimento: alle 14.45 i genitori di Fabiana vengono a sapere che c’era “purtruppo” di mezzo il “mostro”, immediatamente la mamma di Fabiana telefona Davide chiedendo della povera figliuola, ma dall’altra l’omicida risponde: “la sto cercando anch’io, sto impazzendo, non posso trovare Fabiana”. A quel punto i genitori, spaventati, si recano in caserma. Il “piantone di turno” chiama nuovamente Davide e lo invita a recarsi in caserma, la risposta :“Faccio benzina e arrivo”. A distanza di circa 20 minuti, il militare richiama Davide il quale ribatte e dice :” Sono in ospedale, ho avuto un incidente, non posso venire”. Il papà Mario, ieri mattina, in lacrime afferma: “Con mente lucida, diabolica, ha depistato, ingannato, distrutto il valore della vita di una fanciulla”. Il padre della piccola vittima, si apre ad alcune valutazioni: ” Davide ha il diritto di essere difeso, ma i diritti di Fabiana dove sono? Cos’è la giustizia? La giustizia non si pratica dopo la consumazione dei delitti, ma prima”. In conclusione lancia, sulla base di una forte onde emotiva, alcune osservazioni che in parte si scontrano con il principio del “diritto di difesa” : “Si devono difendere gli assassini? Chi prende una difesa dei mostri quale esempio di apprezzamento dà ai propri figli ?”. Il Prefetto Tomao ha sottolineato come la giustizia farà il suo corso e che se da una parte esiste una giustizia dell’uomo dall’altra è inesorabile quella divina. Il Sindaco Geraci ha ribadito la vicinanza della città alla famiglia Luzzi:“ Questa mattina non c’è passerella, ma c’è la gente, c’è lo Stato”. “Fabiana noi ti viviamo in questo parco, qui tu guardi questa nostra città”- afferma l’amministratore, il quale prosegue- “Quando voi giovani entrerete nel parco le parole riportate sulla stele rimarranno impressi nei vostri cuori”.

Stampa Email