L'ambulanza per altro l'abbiamo comprata noi

Ho vergogna e disgusto per l'accaduto di oggi. Non si può lasciar morire le persone senza prestargli soccorso. Chiamare il 118 e sentirsi dire che un malato oncologico in grave condizioni può essere lasciato a sé stesso, perché non importa se ha smesso di bere e mangiare, se tutto ad un tratto non ha più forza di parlare e le gambe non gli reggono più il peso. 

La risposta dell'operatore alla chiamata è stata: queste non sono cose importanti per far venire un'ambulanza. Il signore operatore ha praticamente detto che la vita di quest'uomo non è importante, che può morire perché loro il culo dalla sedia non lo spostano. Tanto chi se ne frega se un uomo muore contorgendosi per i dolori. Chi se ne fotte se magari prestandogli soccorso una vita si potrebbe salvare.

Non sono né amica né parente dell'uomo malato,

sono semplicemente una cittadina coriglianese che sta iniziando a vergognarsi dello stato di degrado che ancora oggi governa il nostro paese.

Mi auguro che il signore oggi non muoia, altrimenti la sua vita rimarrà sulla coscienza di molti, i quali avrebbero potuto salvarlo. Non dovrebbe essere un motivo rilevante che l'uomo sia di Nazionalità straniera, in quanto ci insegnano che siamo tutti uguali.

Stampa Email