Il libro dei conti e non quello dei sogni

In questa fase della campagna elettorale, i candidati a sindaco ci dilettano con lunghi discorsi, in cui distribuiscono promesse a tutta la città. Dovunque vadano dicono di voler riscattare il territorio, rilanciare turismo e agricoltura, tutelare l’ambiente, risolvere la questione dei rifiuti e delle opere pubbliche, ridare vita al porto e a tanti palazzi storici, rendere gli edifici pubblici ecosostenibili e quant’altro.

Programmi bellissimi, non c’è che dire, che non lasciano fuori nessuno. Unico neo, per ora, è non aver spiegato come fare tutte queste cose, perché il più delle volte i candidati, in gran parte dilettanti (vecchi e nuovi) allo sbaraglio, presi dalla fregola del voto dimenticano di entrare nel merito delle questioni, scegliendo di sorvolare sui dettagli di come si mette in pratica ciò che si dice.
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