Coalizione per Gioacchino Campolo Sindaco: “Il Welfare alla base del nostro programma, attuando progetti specifici e non interventi episodici”

“Che valore diamo al Welfare? Cosa rappresenta, in questo particolare momento storico e sociale, il Welfare per tutti noi? Ma, soprattutto, da dove vogliamo partire, sapendo che i punti di arrivo, nella programmazione sociale, non sono traguardi con nastri che si tagliano?”.


Sono quesiti legittimamente posti dal candidato a Sindaco Gioacchino Campolo e dalla coalizione civica giovanile che lo sostiene, costituita da “Liberi Ausoni” e “Lista Sole”, in merito al settore del Welfare, ossia delle politiche sociali. Quesiti ai quali lo stesso Campolo fornisce alcune risposte, illustrando le proprie proposte programmatiche in merito e facendosi portavoce di un diffuso interesse nella cittadinanza.
“Pensiamo sia giusto partire dal concetto di persona, in quanto soggetto a cui dare dignità di vita. Il Welfare – spiega Campolo – è caratterizzato in genere da soggetti fragili: fragilità economica, fragilità relazionale, fragilità di sentimenti, fragilità psicologiche, fragilità dei momenti di vita. La vita delle persone fragili è complessa, difficilmente ed ingiustamente riconducibile a modelli interpretativi unidirezionali. Nella complessità dei diversi percorsi convivono fonti di disagio ed esperienze positive, ragioni di conflitto e di appagamento, in una alternanza di percorsi che rendono ogni persona unica. La partecipazione sociale, per noi, costituisce la sfida più grande e più difficile da affrontare, perché in essa si vengono a sommare problematiche derivanti non solo dalla condizione singola del soggetto, ma soprattutto e principalmente dal contesto ambientale e culturale. Ci troviamo in una fase in cui, accanto ai raggiunti diritti per il benessere e la qualità della vita della persona, si unisce una forte crisi socio-economica che non riesce a garantire il giusto ed adeguato sostegno alle persone in difficoltà”.
“L’obiettivo – prosegue Campolo – è quello di consolidare la coesione sociale territoriale e contrastare ogni forma di discriminazione, nell’ottica di un sociale attivo e dinamico che parte dalla valorizzazione di ogni persona come risorsa per sé e per la comunità. Tutto questo indipendentemente se si tratta di disabilità, di cittadini stranieri, di dipendenze, di malattie. Il sociale non come forma episodica di sostegno, ma come elemento che interconnette le diverse attività, attraverso progetti specifici di inclusione con fondi diretti della Unione Europea per l’utilizzo delle risorse (le persone soprattutto), in un processo sistemico che collega, come in un girotondo, OCCUPAZIONE/RELAZIONI/FORMAZIONE/ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE/ SVILUPPO ECONOMICO DELLE REALTA’ LOCALI. Collegare lo sviluppo sociale allo sviluppo economico vuol dire essere in linea con la Strategia Europa 2020, ovvero economia intelligente, sostenibile e solidale”.

14 Maggio 2013

Coalizione per Gioacchino Campolo Sindaco
l’Ufficio Stampa{fcomments}{jcomments off}

Stampa Email