Anche i candidati sindaci o consiglieri apparentemente e tradizionalmente insospettabili potrebbero avere interessi particolari e coltivare mire “altre” dal bene… pubblico. Attenzione!

La trasparenza per chi si candida a fare il sindaco di una Città,o consigliere comunale, e cioè a ricoprire un ruolo importante nell’amministrazione della cosa pubblica, è qualcosa non d’indispensabile, non di necessario ma addirittura da garantire e dimostrare in ogni momento della vita pubblica che esso si accinge, con la propria candidatura, a svolgere. E non basta, perché sempre in nome della trasparenza, ove i cittadini avanzassero un dubbio oggettivo, egli, il candidato, il politico, l’amministratore ha l’obbligo di dare delle spiegazioni. Questa è la Democrazia.



In nome di tale principio democratico, che si rifà alla TRASPARENZA, la triade dei commissari uscenti ha emanato una delibera comunale in cui, si afferma il principio legalitario, in nome della trasparenza appunto, che ogni candidato tanto al ruolo di consigliere comunale quanto quello al ruolo di sindaco deve denunciare il proprio patrimonio personale e famigliare.

Stando a questo principio, mi piacerebbe sapere, ma questo è qualcosa che interessa tutta la comunità poiché è qualcosa che ha che fare con l’interesse collettivo, se ci sono candidati come consiglieri o come sindaco che abbiano interessi, dalla grande portata economica, diretti o meno, sul territorio.

Mi spiego meglio, in nome di questo principio democratico che si rifà all’osservanza della Trasparenza per ogni titolare di una carica eleggibilità pubblica, ci sono candidati a sindaci per esempio, proprietari di molti terreni sul quale pensano di poter costruire? ci sono candidati a sindaco, che alla faccia del perbenismo di facciata, sono proprietari di molti di terreni classificati come “agricoli” e magari aspettano di essere eletti per influenzare la definizione del nuovo PRG e quindi di far rientrare in tale nuovo disegno i propri terreni come edificabili? ci sono candidati a sindaco, proprietari di molti terreni, sul territorio di Corigliano, che hanno già provveduto a  lottizzare, i propri terreni, come aree edificabili, avviando tutte le procedure per la realizzazione di nuove costruzioni, di nuove case e palazzi?

Faccio questo tipo di discorso perché, in passato, a partire dall’inizio degli anni Novanta, il territorio di Corigliano è stato oggetto di una cementificazione selvaggia che ha visto il verde pubblico scomparire sotto i colpi di grosse colate di cemento. E allora non vorrei, da cittadino, che ciò continuasse a succedere.

E quando faccio questo genere di discorso, in maniera preventiva, non penso prettamente ai comuni “costruttori” definiti tali quasi in maniera spregevole, e che, in molti casi, hanno solo la nomea di essere gli speculatori del cemento, ma mi riferisco a quei grandi proprietari terrieri, che la storia dell’Italia rurale definisce essere la “casta baronale” del profitto, che, zitti zitti, quatti quatti, lontani da ogni sospetto, utilizzando anche un linguaggio forbito improntato al comune buonsenso popolare, possano utilizzare, una postazione di potere quale quella di Sindaco o di Consigliere comunale, per influenzare le politiche territoriali della prossima Amministrazione comunale e favorire, così, il proprio tornaconto personale magari modellando il PRG, che è in itinere,  su quelle che sono le proprie “esigenze, o accelerando le “pratiche edilizie” dei costruttori che, comprando quegli stessi terreni, intendono realizzare le nuove residenze abitative.

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