Caso Rugna: richiesta ufficiale di chiarimenti

Con riferimento alle notizie diffuse dalla testata giornalistica “Altrepagine”, relative ad un magazzino appartenente alla Sig.ra Rugna, moglie del primo cittadino, che sarebbe impropriamente “abitato” da alcuni venditori ambulanti, il Movimento 5 Stelle Corigliano intende in questa sede chiedere ufficialmente al sindaco, Dott. Giuseppe Geraci, di chiarire i contorni della faccenda nel minor tempo e nelle forme più chiare ed esaustive possibili.


Ancora perplessi dalla gestione dell’affaire Avolio, la quale dopo 12 giorni di silenzio ha prodotto una sua versione della vicenda poco chiara e francamente poco credibile, sfuggendo peraltro alle sue responsabilità e rifiutandosi di dimettersi dalla carica di Consigliere Comunale, ci auguriamo che quest’ennesimo caso possa essere affrontato in maniera diametralmente opposta.
A tal proposito, e crediamo di parlare a nome di tutti i cittadini, vogliamo subito una presa di posizione ufficiale da parte del Sindaco, senza dover un’altra volta aspettare due settimane o più prima di avere un riscontro. Corigliano ha bisogno di trasparenza, di potersi fidare delle Istituzioni e di chi le rappresenta.
Del resto, e ci auguriamo sia questo il caso, una notizia falsa o inesatta non necessita di tempistiche particolarmente lunghe per essere smentita. Ed è per questo che, con il presente comunicato, vogliamo lanciare un appello al Sindaco: ci dimostri che tutto è in regola, e lo faccia subito. La città ha bisogno di essere rassicurata, e i cittadini hanno tutto il diritto di vederci chiaro!
Infine, non possiamo non replicare ad un comunicato stampa da poche ore apparso su questo blog, a firma “I gruppi consiliari di maggioranza”. A nostro avviso, la solidarietà espressa nei confronti di Maddalena Avolio, a loro dire vittima di una “caccia alle streghe”, è un grave atto di legittimazione di comportamenti che, come al contrario ci saremmo aspettati, avrebbero meritato di essere censurati in primis da una maggioranza in Consiglio che ha fatto della legalità uno dei sui cavalli di battaglia.
L’invito, a noi rivolto, ad abbandonare le funzioni di “inquisitori”, è un arrogante tentativo di mettere la museruola ad un’opposizione, che legittimamente chiede che chi non può dire di essere al di sopra di ogni sospetto debba restare fuori dalle Istituzioni. Altro che Inquisizione, in un Paese civile non ci sarebbe nemmeno bisogno di chiederle, le dimissioni!
Temiamo, ma saremmo felici di sbagliarci, che questo comportamento velatamente “assolutorio” della condotta dell’ormai ex Presidente del Consiglio possa celare altre situazioni analoghe.
MoVimento 5 Stelle Corigliano.

Stampa Email