Lettera aperta al sindaco Geraci

Mi corre l’obbligo, e mai mi sarei sognata che fosse necessario, di intervenire in maniera del tutto personale non per difendere la mia categoria né tanto meno la mia professionalità ma semplicemente per fare alcune brevi considerazioni. Gli attacchi sferrati dal sindaco di Corigliano nell'ultimo consiglio comunale rivolti ad alcuni giornali o meglio firme locali sono stati una perdita di tempo se non altro perché per quello che riguarda la sottoscritta si sono mostrati privi di obiettività ma soprattutto di confronto ed onestà intellettuale

caratteristiche che sinceramente non pensavo potessero sfuggire cosi facilmente di mano ad un amministratore che si affaccia a guidare per la terza volta Corigliano promettendo una inversione di tendenza soprattutto culturale e di responsabilità rispetto al passato. Il consiglio “urgente” e monotematico convocato presso Palazzo Garopoli è stato uno “spettacolo” di dubbio gusto sarebbe bastato semplicemente scegliere una conferenza stampa più idonea alle “comunicazioni del sindaco”. Pare evidente allora che lo scopo è stato quello di ovviare un confronto e si è preferito convocare un consiglio comunale, pagare gettoni di presenza, impiegare ore di lavoro di dipendenti comunali, forze dell’ordine e Polizia Municipale, solo per avanzare comunicazioni e giustificazioni che di ufficiale ed istituzionale hanno avuto davvero ben poco. Al sindaco bastava organizzarsi con un “messaggio alla Nazione” a lui più affine,  forse per appartenenza politica, univoco e diretto a proclamare “attacchi” dall'esterno tali  da giustificare un “richiamo alle armi”. Un modo di fare, questo, che sinceramente lede principalmente, a parere del tutto personale, i componenti della giunta tutte professionalità capaci e sicuramente piene di inventiva e voglia di fare che aspettano di essere “giudicate” solo per la loro operatività e per il loro approccio alle problematiche del territorio. Da cittadina di Corigliano sinceramente mi sono sentita offesa da quel consiglio comunale ancora una volta delegittimato come organo democraticamente eletto con una opposizione chiaramente in difficoltà che ha chiesto a più riprese il senso della convocazione. L’ennesimo sfregio,  una caduta di stile che si doveva evitare specie quando troppo facilmente si utilizzano frasi del tipo  “senso di responsabilità…. pensiamo al bene comune o cerchiamo di innalzare il livello….”. Egregio Signor Sindaco lei dovrebbe proprio sforzarsi di comprendere che la Corigliano che oggi governa è sinceramente cambiata rispetto a quella che ha avuto l’onore e l’onere di amministrare nel lontano 1993. In questo ventennio si è emancipata soprattutto l’informazione certamente più vivace, propositiva e incisiva rispetto a quella che forse lei vede più conforme al suo modo di esercitare il potere esecutivo. Gli articoli che tanto alacremente ha voluto ricordare alla città e al consiglio a firma della sottoscritta,  tanto altrettanto volonterosamente e animatamente sarebbero dovuti essere accompagnati da quelli dove lei interviene e “dice la sua” mettendo in chiaro le inesattezze riportate dalla sottoscritta. Questa si chiama “onestà intellettuale”. Mi duole doverle rammentare che i titoli “sensazionalistici, lesivi della sua persona e della città di Corigliano dietro i quali chissà cosa c’è nascosto” che amabilmente e accuratamente ha riportato fotocopiati in consiglio comunale relativi sempre ad articoli a firma Emilia Pisani non sono a me attribuibili perché dovrebbe sapere, cosi come ha fatto sfoggio della sua conoscenza della prestigiosa storia che rappresenta la testata giornalistica per la quale mi onoro di scrivere, non sono di competenza del cronista. La credibilità del giornale per il quale lavoro e quella della sottoscritta sinceramente non sono in discussione specie da chi sceglie una comunicazione univoca,  priva di confronto dove dar sfoggio di “muscoli” parlando ad una platea simile ad un comizio elettorale  con gli applausi scroscianti di un pubblico chiamato a partecipare a suo sostegno. Lei ha millantato chissà quale perverso gioco di discredito politico nei suoi confronti cosi lontano dalla mia persona e dalla testata giornalistica  che evidentemente, privo di strumenti di difesa da attacchi di altra natura e forse più conformi alla sua analisi, ha pensato bene di screditare  il lavoro di chi come me le ha garantito, come è giusto che sia e come mio costume,  il diritto di replica. Cercare di screditare quelli che lei ha addirittura definito “avversari esterni al consiglio ”è un  tentativo spicciolo che davvero non le fa onore. L’invito che le rivolgo come cittadina di questo territorio è quello di innalzarlo lei il livello della discussione innanzitutto non sottraendosi al confronto. Avviare una nuova stagione per questa città è possibile con la collaborazione certo di tutti, in primis della stampa, quando quest’ultima fa il suo dovere ed è propositiva tutti elementi che sinceramente non mancano ai cronisti locali che lei tanto ha voluto “bacchettare” finendo per trascendere in uno sterile e a tratti ridicolo consiglio comunale snaturandolo delle sue funzioni, sprecandone le energie e il tempo da impiegare invece per ben altri problemi per i quali attendiamo tutti con ansia a distanza di cinquanta giorni di capire come intende risolverli. E poi si metta nei panni di quei giovani volenterosi che siedono, come lei fece negli anni 70 per la prima volta tra i banchi del consiglio comunale, con lo spirito di iniziativa, la volontà di fare, capire apprendere e frequentare “la palestra” dell’impegno civico che in una città dove tutto ci si può permettere fuorché  perdere tempo e sbagliare ancora una volta si sono già visti passare sotto il naso i primi 50 giorni di “scuola”. Vorrà perdonarmi se mi sono dilungata nell'esprimerle il mio punto di vista  ma per il rispetto che io nutro per il Consiglio Comunale non mi sono permessa di intervenire durante il suo riferire in quanto non nelle mie funzioni e possibilità ma avendo lei evitato un confronto pubblico e diretto, per il quale l’invito resta pur sempre valido, mi sono affidata a questa breve lettera aperta.
Distinti Saluti
Emilia Pisani

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