Chi ha tempo non aspetti tempo, per scongiurare di vedere solo al museo i piccoli pescatori artigianali

La crisi senza precedenti della pesca artigianale sta condizionando le nostre Comunità costiere. Se non interverranno provvedimenti d’urgenza fra non molto si rischia il tracollo con il segmento più rilevante del settore pesca (la piccola pesca artigianale) che rischia di smobilitare e così veder cancellare una nobile storia più che secolare con il rischio che chi riuscirà a resistere sarà costretto, per vari motivi, a sprofondare sempre di più nell’illegalità. Ma la fusione di Corigliano-Rossano non avrebbe dovuto tutelare le risorse del nostro territorio?

 Non dovremmo essere più autorevoli e, soprattutto, protagonisti del nostro futuro superando le contraddizioni e le discrasie del presente?
Per tanti operatori dell’economia del mare, forse, viene spontanea qualche domanda:
- Qui a Corigliano-Rossano perché non sono possibili programmi e interventi per gestire direttamente le risorse comunitarie della pesca artigianale con il decollo del ”FLAG Corigliano-Rossano” per avere ricadute importanti nella nostra economia costiera?
- Perché soggetti esterni alla nostra grande Comunità devono decidere anche per noi?
- Perché ancora alla data odierna, con i piccoli pescatori in Tribunale, non si risolve la questione dell’occupazione abusiva del demanio marittimo con le piccole imbarcazioni?
Certamente non diciamo nulla di nuovo se confermiamo che abbiamo voluto la fusione per essere protagonisti nella gestione del nostro territorio, ma anche per interrompere il saccheggio che abbiamo e, forse, stiamo continuando a subire. E, allora, che senso ha se si continua come se non fosse successo nulla? Perché dobbiamo abdicare al ruolo di protagonisti nel nostro territorio, magari con soggetti non molto conformi alla nostra realtà? Nel Comune con la maggior estensione litoranea della Calabria eravamo e siamo ancora convinti che il mare può essere il motore di sviluppo di Corigliano-Rossano. Ma attenzione, è necessario farlo con programmi e obiettivi diversi dai soliti interventi “stucchevoli” del recente passato. E allora chi ha tempo non aspetti tempo e incominci a navigare per risolvere le tante emergenze e i tanti problemi che affliggono la nostra Comunità a partire, per noi dell’area urbana marina, dall’occupazione abusiva del suolo demaniale con le piccole imbarcazioni e una diversa gestione dei programmi pesca dell’unione europea accompagnati da rilevanti risorse finanziarie destinate a traghettare la piccola pesca costiera verso un modo nuovo di intendere il settore. Perché il nostro Comune e, soprattutto, la Regione non riescono ad intervenire per invertire rotta magari ripristinando la legalità e utilizzando le risorse dell’Unione europea del FLAG non in maniera burocratica ma accompagnando il cambiamento in atto nella pesca artigianale con la diversificazione e l’innovazione per assicurare un futuro alla piccola pesca in modalità inter-settoriale? In qualità di soggetto partecipante alla società di gestione del FLAG del litorale ionico settentrionale possiamo chiedere al nostro Comune di Corigliano-Rossano di rendere pubblico il ruolo, la funzione, gli obiettivi raggiunti in riferimento alla programmazione comunitaria di questo strumento strategico della pesca artigianale che come è noto non solo in Calabria ma anche in tutte le altre regioni italiane e in tutti gli altri Paesi dell’Unione europea dovrebbe caratterizzarsi come strumento di ammodernamento ed innovazione del segmento della pesca artigianale in forte sofferenza? E ancora sull’emergenza delle piccole imbarcazioni di fatto sfrattate dalla spiaggia, diventata ormai “una telenovela”, è possibile chiedere riscontri alle proposte avanzate dalla delegazione del “Comitato Pescatori costieri artigianali Corigliano-Rossano”, presenti altri partecipanti, al tavolo convocato il 20 novembre 2019 dal vice-sindaco con delega alla pesca per risolvere l’emergenza dell’occupazione abusiva del demanio marittimo con le imbarcazioni tradizionali della pesca artigianale? Sarà superato “il paradosso ereditato con la fusione” che vede, così sembra, risolto il problema nell’area urbana di Rossano, mentre in quella di Corigliano non si risolve ancora “l’emergenza” dell’occupazione abusiva del demanio marittimo con le tradizionali imbarcazioni della pesca artigianale tirate a secco sulla spiaggia antistante il Borgo marinaro?
Sarà ripristinata la legalità per far tornare la serenità nella storica marineria di piccola pesca di Schiavonea oppure aspettiamo di andare a vedere i piccoli pescatori costieri artigianali al museo?
Corigliano-Rossano, 04/12/2019
Salvatore Martilotti
Presidente “Comitato Pescatori Costieri Artigianali
Corigliano-Rossano”                                                       

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