Tremilioniduecentomila euro di debiti fuori bilancio a galla per legge ma indistinti, senza critica sulle responsabilità politiche!

Questa Amministrazione si sta via via sempre più caratterizzando come la prima Amministrazione al mondo che compie imprese mirabili e incredibili da cui l'enfatizzazione di qualsiasi azione "commessa", emulando la tragedia greca dove il Coro con enfasi piangente ( pianto greco) accompagnava e descriveva l'azione incommensurabile che l'eroe di turno si accingeva a compiere con grande sofferenza e conseguenze drammatiche! E basta! Siamo seri!

Si spieghi se proprio non se ne può fare a meno, per incontinenza social, il proprio punto di vista magari perché si vuole spiegare passo passo ai parvenu politici le azioni amministrative delle quali sono poche chiare le dinamiche o le spinte che le determinano, cose che avviene non di rado, ma ci si limiti a questo senza fare richiami del tipo: Dio, patria e famiglia! Ogni volta sembra la conquista di una vetta/obiettivo mai raggiunto da piede umano perfino con le più sanguinolente battaglie!

Andando nello specifico, si è tenuto per l'ennesima volta a Rossano il Consiglio Comunale con all'ordine del giorno 3.200.000 euro di debiti fuori bilancio mai riconosciuti, ma presentati in pubblica elencazione dal segretario comunale, l'ultimo arrivato, in termini cronologici in quel pubblico consesso.
Al funzionario è toccato quindi l'onere dell'illustrazione del punto, e da buon Segretario si è dovuto prendere la briga di dipingere buona parte della nostra storia economico-amministrativa a mio avviso ponendola, gioco forza, sotto una luce non esaustiva e solo parzialmente rispondente alla realtà, perché almeno per la storia la storia di Corigliano, che conosco, non è solo cattiva amministrazione ma anche fatta di amministratori onesti, colti e capaci oltre che innamorati delle loro città, indorando la pillola con una sviolinata, ma pare solo a parole, al personale amministrativo che poi però pare voglia "deportare" un po' a destra e un po' a sinistra!

Detto questo penso che per onestà intellettuale e rispetto delle cittadinanze di provenienza interessate ai fatti, trattandosi di soldi proveniente dalle loro tasche e dai loro municipi d'origine!
Si espliciti chiaramente per prima cosa, visto che detti debiti fuori bilancio provengono delle amministrazioni passate, quindi delle due città distinte, da dove specificatamente essi provengano e per avere un quadro chiaro, certo ed incontrovertibile da DOVE provengono le responsabilità di questo malcostume politico e di malgoverno e dei conseguenti ipotetici danni erariali.

È stata una scelta politica o dovuta?

Questo andava chiarito e specificato meglio allora, poiche allora se scelta politica voleva essere si sarebbe potuto compiere un'azione politica encomiabile e degna di essere condivisa (epica direbbe Biagio), se si fosse permesso alle due città di capire quali fossero le Amministrazioni succedutesi negli anni andati responsabili di tali comportamenti, chi fossero fisicamente e quali interessi avessero eventualmente caldeggiato, glissando poi sui debiti fuori bilancio di altre Amministrazioni precedenti, aduse allo stesso malcostume, in modo da non portarle all'attenzione della giustizia amministrativa prima e della cittadinanza poi, in una sorta di collusione temporale.

Non ci vengano a raccontare su questi fatti gravi e gravi responsabilità soggettive la solita litania "che la città è ormai unica" e che non è più il caso di parlare di due città!
Perché confondendo le carte e non facendo chiarezza approfondita del "dove" e del "chi" allora si dimostra di non avere realmente la volontà di andare a fondo nella problematica e di voler sradicare questo cancro e per certi versi non sollevando la questione politica diventa un modo di lavarsene le mani demandando tutto al vaglio della Corte dei Conti.
Si ha così tanta paura di toccare il tasto del reale fallimento della fusione che ha assommato danno a danni?

Caro Ercole, che l'hai indossata a fare la pelle del leone di Nemeo se poi per uccidere l'Idra di Lerna ci mandi la Corte dei Conti?
 

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