Il cavallo di razza

In molti pensano di essere buoni a svolgere il ruolo di consigliere comunale, di assessore, di sindaco, di consigliere regionale, di parlamentare, ed ahimè, molti, incredibilmente, anzi miracolosamente, lo svolgono, senza avere quelle caratteristiche e quelle doti che richiederemmo in un qualsiasi profilo tipo di candidato ideale alle cariche sopracitate. Ma è la democrazia, bellezza! Quelle persone che ricoprono quei ruoli politici sono lì perché sono stati votati, è stato il popolo a promuoverli, il popolo e le leggi elettorali discutibili che disciplinano le varie elezioni. Certo il popolo ti innalza, ma poi facilmente ti abbassa quando comprende che non si è all’altezza del ruolo.

Spesso si concede la preferenza per motivi che esulano dall’analisi delle capacità personali del candidato, lo si vota perché è un parente, un amico, perché si è ottenuto un favore, perché un altro amico ha chiesto di votarlo eccetera. Questo sistema ha generato una rappresentanza politica a tutti i livelli spesso composta più da asini che da cavalli, ed i risultati in Calabria sono sotto gli occhi di tutti. Stranamente i cavalli incontrano più difficoltà ad affermarsi, tanti sono pronti a rendere difficile la loro corsa, tentando di azzopparli, gli stessi asini ed i loro supporters fanno opera di sabotaggio, e perché no, anche qualche istituzione. Ma quando un cavallo è di razza non c’è niente da fare, se non si riesce ad ammazzarlo lui/lei si rialza ed arriva al traguardo. Il popolo spesso è bue, ma altrettanto spesso sa riconoscere i cavalli di razza e li ama, perché il cavallo di razza ricambia l’amore del popolo, ne conosce i bisogni e si sacrifica per lui, ed al momento giusto il popolo lo premia perché ha capito che le trappole sul percorso non hanno logorato i muscoli ma li hanno solo rinforzati. Il cavallo di razza è pronto per la nuova corsa e questa volta non c’è trappola od ostacolo che non superi.
 

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