Lettera aperta dell’ex Assessore Capalbo al Consigliere Frasca


Caro Consigliere Biagio Frasca, rubo pochi attimi alla sua intensa attività politica, in favore della Città di Corigliano-Rossano, per sincerami sulle sue condizioni psico-fisiche, oggi che la sua attività di amministratore non sta dando i frutti promessi.

 Posso comprendere il suo vero stato d’animo di queste ultime ore: deve essere dura ricevere critiche per chi è solitamente abituato a muoverle verso chiunque!
La ricordiamo quando, a differenza di ora che appare un pò spento e affannato, scevro di responsabilità istituzionali e non cosciente delle difficoltà reali che un Amministratore si trova ad affrontare quotidianamente – si dilettava ad attaccare sul noto social network e protetto dalla sua tastiera, l’Amministrazione Geraci e in particolare il mio operato. Ancora oggi è vivo in me il ricordo di quei brutti momenti. Brutti, non per gli attacchi “alla persona” e mai “politici” che lei ed altri preferivate sferrare, con l’unico intendo diffamatorio - piuttosto che accertare la verità dei fatti (solo perché già in campagna elettorale!); ma perché non riuscivo a trasmettere, evidentemente, a tutti i Cittadini dell’allora Corigliano Calabro il fatto che, malgrado il mio impegno e la mia costanza per tentare di valorizzare e promuovere un territorio “martoriato”, amministrare una Città così bella, ma così intimamente difficoltosa, non è cosa semplice; ancora di più se si considera che alcune delle mie scelte amministrative – sempre in favore della Collettività e mai di uno schieramento politico - andavano contro le ambizioni di parte dei Consiglieri, anche della stessa maggioranza.

Oggi, caro Consigliere, che fine ha fatto quella sua “operatività”? E la sua tanto professata “Integrità Morale”a difesa della Città? Le sue brillanti ipotesi sul rilancio della sua Schiavonea; sull’Ambiente; sul sociale? Tutto uno sbiadito ricordo della campagna elettorale?!
Non è sfuggito, infatti, a noi presenti che, durante i lavori dell’ultimo Consiglio Comunale quando si discuteva il delicato punto sui Livellari, al momento del voto - “casualmente”- lei, Consigliere, si sia allontanato dalla seduta, senza sentire il dovere istituzionale (come protocollo vorrebbe) di informare la Presidenza e i cittadini del perché di quell’allontanamento; per poi ritornare “quatto - quatto” a rioccupare il suo scranno, a votazione compiuta… quasi a non voler(poter) mettere la faccia - e il voto – in una discussione forse per lei “scomoda”. Caspita! È questo il modo integerrimo con cui intendeva amministrare il ruolo istituzionale?

Quel “leone” che attaccava l’Assessore Capalbo perché aveva – secondo lui, irregolarmente – presenziato e firmato una delibera di giunta, che fine ha fatto? Oggi vediamo un “cucciolo spaurito” che preferisce allontanarsi in punta di piedi dall’Assise Civica, non volendo assumersi, così, le proprie responsabilità come membro di questa Maggioranza.
Perché, Consigliere Frasca, non spiega ai suoi elettori - che l’hanno scelta come loro rappresentante in Consiglio e come garante del Bene Comune – quali sono i motivi (forse si è trattato di motivi fisiologici?!) che le hanno impedito di votare? Oppure… ha votato!?

Caro mio Consigliere, ritengo che - come nel caso di quella famosa delibera che riporta la mia firma (mai annullata e mai dichiarata irregolare o illegale, come qualcuno aveva cercato di insinuare) e come in tutti gli atti da me compiuti durate l’Assessorato – un Amministratore debba assolvere il proprio compito con pieno senso di responsabilità, rendendone conto alla Cittadinanza; e bisognerebbe, qualche volta, interrogarsi se quell’atto specifico è in favore della Collettività, come ho fatto più di una volta, e se si è consapevoli di aver agito sempre in questo senso, avere il coraggio delle proprie azioni, come feci io, consegnando il “mandato di Assessore” nelle mani del Sindaco Geraci che, lo ricordo per dovere di cronaca, (vista l’infondatezza delle accuse) mi lasciò al mio posto che continuai ad onorare fino all’insediamento del Commissario Bagnato.

Ora, non a nome di “Civico e Popolare” di cui oggi mi pregio di essere la Coordinatrice, ma da ex Assessore della Città di Corigliano Calabro e lungi da me, a differenza del suo modo di fare, tentare interpretazioni maligne o diffamatorie della sua “fuitina dai banchi del Consiglio”, attendo, non una replica o una risposta a me, ma un atto formale che chiarisca la sua posizione in merito alla questione; senza negare che, in nome di quella antica integrità morale, ormai assopita, sarebbe gradito un atto responsabile di “uscita dalla maggioranza” se non condivide la delibera consiliare dei livellari; oppure di “dimissioni dal Consiglio” se quanto abbiamo visto non è solo pura “interpretazione”.

Concludo con grande serenità e senza alcun rancore verso quanti, con lei, non hanno “voluto”- per opportunità o cecità - cogliere “l’Amore e la Passione” per la città, linee guida su cui ho tracciato l’intero percorso del mio assessorato.
Inoltre, le consiglio, per il futuro, di riflettere e valutare prima di scrivere, evitando attacchi subdoli al “Prossimo”; perché, come il Sindaco Stasi oggi - e solo oggi - le potrà dire, non è facile Amministrare, figuriamoci se è facile “Amministrare bene”!
Saluti da Alessandra Francesca Capalbo, figlia di questa Amata Città. 

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