«Stasi, la spartizione del potere nella maggioranza e quella selezione “farlocca” del dirigente»

Altro che cambiamento, altro che normalità, altro che rivoluzione… in quanto ad amministrazione della cosa pubblica abbiamo fatto un salto carpiato all’indietro che ci ha riportati diritti diritti alle dinamiche da Prima Repubblica, quando la spartizione del potere la faceva da padrone; quando si assumevano decisioni in barba ad ogni regola e sperando a iosa il denaro pubblico.

 

Questa volta, l’assist per questo ritorno al passato – non sappiamo quanto nostalgico per il sindaco, ma sicuramente efficace per mantenere gli equilibri di una maggioranza che sembra già in una fase di irrigidimento prima della frammentazione - è servito dall’assunzione a tempo determinato del nuovo dirigente dell’area tecnica dei Lavori pubblici.

 

Non ci soffermiamo sulle competenze del nuovo tecnico assunto dal sindaco Stasi perché su quelle sarà il tempo a dare dei responsi. Piuttosto sulle modalità che hanno portato alla firma di un contratto che a nostro avviso ha tutti i “requisiti” per un ricorso in Procura: conflitti di interesse, discutibili metodi di selezione, mancata attuazione dei protocolli preselettivi previsti dall’Art.110 TUEL.

 

Il fatto è che tutti i nuovi dirigenti “scelti” dalla Giunta Stasi nascono a seguito di vicende e peripezie strane. Lo è stato per il responsabile dell’area finanziaria, oggi per quello dei lavori pubblici. È il caso di dire, davvero ironia della sorte. Già perché era lo stesso Stasi, all’epoca in cui metteva in campo tutta la sua verve da consigliere comunale di opposizione a Rossano, a mettersi contro al metodo della chiamata diretta. E chi mai se lo sarebbe immaginato che avrebbe fatto lo stesso da sindaco, sfiorando (se non addirittura infrangendoli) i limiti della legalità? Già perché da quanto è noto e risaputo, l’attuale dirigente LLPP è socio in affari – da tempo - di un altro dirigente comunale che tra l’altro risulta essere stato nella commissione esaminatrice. Da non crederci!

 

Così come è da non credere (ma è realtà consumata) che lo stesso nuovo dirigente ha preso “possesso” della sua dirigenza già da tempo in barba ad ogni regola democratica. A questo punto ci chiediamo, a che sono servite queste selezioni? Forse a dare una parvenza di legalità che non c’è mai stata? Eh già, perché dalla prima valutazione fatta nel gennaio scorso il nuovo dirigente in prima istanza non avrebbe avuto i requisiti per l’incarico venendo, quindi, escluso, per poi essere riabilitato il giorno appresso. Giusto il tempo che una parte della maggioranza entrasse nella stanza del sindaco a battere i pugni e rivendicare il diritto di prelazione sul quell’incarico. Tutto questo in barba alla meritocrazia, alla equa concorrenza, alla trasparenza ma anche a quel progetto di fusione e a quella “normalità”, anche questa farlocca, sbandierata ai quattro venti che sta creando malumore diffuso tra la gente proprio per una gestione politica fallimentare. Stasi ha riacceso i due forni e sta nuovamente issando le bandiere sui campanili. Così non va bene.

 

Il vero problema è che siamo davanti ad un Primo cittadino e a una maggioranza che ha fatto evaporare ogni promessa fatta in campagna elettorale. E noi cittadini ci sentiamo un po’ come se stessimo davanti ad un venditore che è stato capace di vendere il ghiaccio agli eschimesi. Parole e bugie. Nulla più.

 

Intanto, c’è un’ombra ancora più grande ed estesa che rischia di far cadere il castello di prezzolati incarichi che questa Amministrazione sta elargendo nelle dirigenze del comune. L’Art.110 TUEL, al quale il sindaco si è appellato (pur disconoscendone efficacia ed effetti fino a qualche anno fa), prevede, infatti, che l’assegnazione di un incarico esterno possa essere effettuata solo in evidente mancanza di requisiti al personale interno alla macchina comunale. Ci risulta ed è agli atti che questa verifica non sia stata fatta. Anzi, due professionisti già in organico hanno partecipato al bando della selezione farlocca del sindaco Stasi sono stati esclusi pur avendo tutti i requisiti previsti dalla legge. E questo non curanti delle spese a carico dell’ente. Questo nuovo dirigente costerà 360mila euro per tutta la durata della consiliatura che sommati agli altri 360mila euro del dirigente del settore finanze fanno una somma pari a 720mila euro. Per due nuove figure dirigenziali che si sarebbero potute tranquillamente individuare dall’organico comunale (già stipendiato). Di tutto questo chiederemo verifiche alla Procura della Repubblica di Castrovillari e alla Corte dei Conti.

Adele Olivo – per il gruppo consiliare “Il Coraggio di Cambiare l’Italia”

Vincenzo Scarcello, Raffaele Vulcano e Gennaro Scorza - per il gruppo consiliare “Unione di Centro”

 

Corigliano-Rossano, Mercoledì 5 Agosto 202

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