Azione, Sammarro: Acqua a Thurio, quando tanto e quando niente


Lo status di alluvionati non ci leva il diritto di ricevere l'acqua pubblica!

Sono passate quasi due settimane da quando nella contrada di Thurio è arrivata l'ultima goccia di acqua comunale. Il tutto non può che creare notevoli disagi, anzi oserei dire enormi disagi ad una parte della cittadinanza che già troppo ha subito le umiliazioni causate dall'inettidudine delle passate amministrazioni comunali nonché, purtroppo, anche dall'attuale amministrazione in carica.
Dico purtroppo poiché la maggioranza dei miei concittadini credeva fortemente alle promesse fatte sui palchi durante i comizi nella passata campagna elettorale.
Ebbene l'unico impegno che ci siamo visti mantere è stato quello con il disagio e l'abbandono che puntualmente si è presentato fuori e dentro le nostre case; dai centri storici ai centri urbani principali, dalle comunità montane alle periferie.
Si, anche le periferie che tanto venivano citate durante i comizi sopracitati, galvanizzandole con promesse da mille e una notte e che invece riversano in un completo stato di abbandono, simile a quelle praticato dall'ex Unione Sovietica a Chernobyl.
Tuttavia settimana scorsa una delegazione comunale, comprendente anche il sindaco, ha partecipato ad una iniziativa promossa da Don Cosimo, parroco della nostra comunità qui a Thurio, in cui sono stati esposti progetti e linee programmatiche per la famosa questione Crati. Ciò non ha comunque ristabilito la fornitura dell'acqua pubblica per la nostra comunità.
Probabilmente negli "alti ranghi" della nostra amministrazione si pensa che agli alluvionati basti l'acqua esondata dal Crati per le esigenze domestiche quotidiane.
Oltre al danno anche la beffa.

Salvatore Francesco Sammarro, esponente Azione Corigliano-Rossano 

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